Voglio parlarvi di una favola, una favola insolita, scritta a più mani, con tante principesse al posto di una e tanti principi multicolore al posto dell’unico azzurro, una favola che tutti conoscete, quella del nostro sabato di magia. Sto scrivendo ancora inumidita dalle emozioni che sabato ci hanno bagnato, continuo a sorridere al ricordo di Monica che urla al mondo “ho fatto 18 giri, sono la regina dei giri” e non ha mancato un mezzo, di Evelina che “non ero mai andata in gommone: è bellissimo” e spiegava sapiente come ci si comporta in mare, di Marisa “non salgo sul gommone perché ho paura” e poi si vantava di averlo anche guidato, di Marcello “io amo gli autobus storici sono venuto solo per quello” ma poi era entusiasta di tutto il resto, di Luca “io non ho bisogno di aiuto, sono un motociclista esperto”, di Marco “ti voglio bene, grazie” mentre ti abbraccia stretto stretto, di Patrizia “mi sono addormentata avevo paura di non riuscire a venire” e cercava di capire se non avesse perso nulla, di Mara “ma che buona la cena” mentre divorava tutto con gusto, di Jacopo che voleva conoscere ogni singola persona e di tutti gli altri. Gli instancabili pagliacci sorridenti hanno dispensato abbracci e palloncini, i musicisti, piccoli all’anagrafe, ma grandi nel talento, ci hanno stupito. Il vero motore della festa però sono stati i folletti invisibili che hanno lavorato instancabili a questo evento, quelli che spesso non si notano: chi si è impegnato per l’organizzazione, in qualunque modo lo abbia fatto, chi ha portato in giro senza indugio i ragazzi, su strada o in mare poco importa, chi ha scortato l’autobus suonando il clacson, chi ha visto poco perché era in cucina a lavorare, chi correva tra i tavoli per servire i commensali, chi ha partecipato alla realizzazione della lotteria, chi invece di cenare ha rosicchiato qualcosa mentre saltava di qua e di là per aiutare, chi mi ha trattenuta mentre stavo perdendo la pazienza.
La nota pratica, al di là delle emozioni immediate che ben conosciamo, è che la cassa dell’evento vanta poco meno di 2.500 (duemilacinquecento!!!) euro che verranno consegnati in tempi brevissimi e direttamente alla famiglia di Leo, un bambino romano gravemente malato, e in piccola parte all’associazione Dimensione H2O asd per contribuire all’acquisto di un nuovo gommone che potrà continuare a scorrazzare nel nostro golfo, permettendo a loro di trasmettere a molti nuovi amici la passione per la subacquea.
Quindi grazie, grazie, grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato col lavoro, col cuore, con l’impegno, in qualunque modo ci siate stati: GRAZIE!